Le regioni vinicole più importanti del mondo, dal Cile alla Toscana, dalla Borgogna all’Australia vedranno diminuire le loro aree coltivabili dal 25% al 73% entro il 2050, e ciò costringerà i viticoltori a piantare nuovi vigneti in ecosistemi precedentemente indisturbati, a latitudini più alte o altitudini più elevate, a danno della flora e della fauna locali.

La drammatica previsione è stata illustrata nel corso di una tavola rotonda nell'ambito la 27esima manifestazione del Merano WineFestival, dal climatologo meranese Georg Kaser. Attraverso i suoi studi ha confermato i due modelli di clima di Lee Hannah, climatologo di Conservation International. Secondo Kaser, il mondo si sta indirizzando sulla peggiore delle due proiezioni, con impatti devastanti anche per la viticoltura.

Un grado e mezzo in più e cambierà tutto

Basta un aumento di temperatura di 1,5 gradi per avere conseguenze gravi sulla coltivazione della vite e sulla qualità del vino, e non solo. Per questo motivo la società dovrebbe, secondo il professore, cambiare immediatamente le abitudini, altrimenti sarà il clima a cambiare la società in modo drastico.

Alla tavola rotonda, organizzata dal patron del Merano WineFestival Helmut Kocher, hanno partecipato  partecipato Stevie Kim, Luca Gardini, Luciano Ferraro, Oscar Farinetti, Joe Bastianich, Luigi Moio, Matilde Poggi, Walter Massa, Adua Villa, Luciano Pignataro, Andrea Gori.

L'appello di Oscar Farinetti

A sposare in pieno la tesi del climatologo Georg Kaser, l’imprenditore e fondatore di Eataly Oscar Farinetti, anche lui produttore di vino. Nel suo intervento ha sottolineato come “sia importante cambiare il modo di vivere, ossia risolvere i problemi non con le regole ma con i sentimenti umani. Passare dal senso del dovere a quello del piacere. Compiere gesti responsabili, comportarsi bene nel rispetto della natura e di sé stessi. Per questo la mia azienda vitivinicola è stata convertita e certificata al 100% biologica”.

Secondo Luciano Pignataro, giornalista, scrittore e gastronomo, “la sensibilità sui temi ambientali e sulla salute rappresenta un valore aggiunto”. Matilde Poggi, presidentessa della Federazione dei Vignaioli indipendenti, fa appello “alla sostenibilità a tutto tondo che fa coesistere la vigna con altre specie vegetali”. Infine, a parere del produttore Walter Massa, il clima cambierà ma “i danni più grandi sono stati compiuti dagli uomini che snaturano il vino”.(Agi)

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