Il chimico Luigi Cassar, in passato direttore centrale del settore ricerca e sviluppo di Italcementi, nel lontano 1996, brevettò un cemento in grado di abbattere gli inquinanti atmosferici attraverso un processo fotocatalitico. Il processo in grado di convertire gli inquinanti in sostanze innocue, è basato sull’azione del principio attivo fotocatalitico TX Active: il fotocatalizzatore (diossido di titanio) in esso presente, assorbendo la luce solare, promuove un forte processo ossidativo che converte gli inquinanti atmosferici in composti non tossici. Ossidi di azoto, ossidi di zolfo, monossido di carbonio, benzene, acetaldeide, sono solo alcuni dei composti organici ed inorganici che il cemento così concepito sarebbe in grado di abbattere. Nel dettaglio, 1000 metri quadri di cemento fotocatalitico eliminerebbero l’inquinamento provocato da 30 automobili a benzina o 10 automobili a diesel, rimozione di inquinanti equivalente a quella ottenibile dalla piantumazione di 80 alberi caducifoglie. Quest’ultimo paragone non è casuale, difatti, la fotocatalisi non è altro che la riproduzione di un processo chimico che già avviene in natura: la ben nota fotosintesi clorofilliana. In Italia, a Segrate, la sperimentazione ha dato risultato eccezionali: un chilometro quadrato di cemento fotocatalitico ha ridotto del 60% la concentrazione degli ossidi di azoto presenti in atmosfera. Concretamente, se una città come Milano rivestisse il 15% delle superfici urbane con questo cemento lo smog potrebbe essere abbattuto fino al 50%. Sono tre, per il momento, le applicazioni che ha trovato questa innovazione. Una delle strade più trafficate della città di Chicago è stata ricoperta, per più di 3 chilometri, di cemento fotocatalitico. In Europa, una parte del tunnel di Bruxelles è stata realizzata con l’ausilio del principio in grado di abbattere gli inquinanti atmosferici. E, nel nostro paese, in occasione di EXPO 2015, l’intera superficie esterna di Palazzo Italia è stata rivestita con il cemento autopulente, evidenziandone così le proprietà estetiche e chiarandone i vantaggi applicativi. Allo stato attuale, sebbene i costi dell’applicazione del cemento innovativo italiano rimangano proibitivi, la speranza che possa trovare un largo impiego nelle città e quindi un prezzo più accessibile, è concreta. La pessima condizione della qualità dell’aria in cui riversano la maggior parte delle città richiede impellenti idee risolutive, pertanto, andrebbero favorite e sostenute le innovazioni che tentano di arginare il problema.(S. Valeri - TeknEco)