L'economia verde è una bandiera del made  in Italy e un pilastro del nostro sistema produttivo. Il presidente  del Consiglio, Paolo Gentiloni, ne ha sottolineato il valore chiudendo la presentazione del rapporto "Green Italy 2017" della fondazione  Symbola a palazzo Chigi.       

"Per anni - ha dichiarato - ci siamo interrogati su come conciliare  ambiente e lavoro, due termini che sembravano essere contrapposti e  che, se ne favorivi uno, penalizzavi l'altro. Sono passati tanti anni  nei quali la green economy si è pensato fosse un fatto elitario,  marginale e che riguardasse delle piccole nicchie".       

"Abbiamo adesso chiaro che stiamo parlando di uno dei pilastri della  nostra sostenibilità e della nostra competitività e che se inseriamo  la green economy nel contesto territoriale, culturale e storico delle  bellezza italiana, parliamo di uno degli elementi più forti del nostro soft power. Parliamo di un'Italia apprezzata e considerata nel mondo.  Penso che la green economy - ha concluso - sarà un punto forte dello  sviluppo dell'Italia e della presenza italiana nel mondo".

Il governo conferma la sua volontà di continuare a  investire su un settore multiforme, articolato e contrassegnato da una grande varietà di produzione, molte della quali a elevato grado di  innovazione e ricerca.       

"Il pacchetto Impresa 4.0 - ha ripreso Gentiloni - è uno dei pacchetti forti della legge di bilancio, che investe sull'innovazione e la  formazione. Le imprese hanno un ruolo fondamentale in questo campo. Il rapporto mette bene in evidenza che al di là dei grandi players,  abbiamo centinaia e centinaia di imprese che hanno investito in questi anni in tecnologia verde".      

  I dati parlano chiaro: "E' stata una scelta che ha fatto bene in  termini di crescita, esportazione, occupazione. Non stiamo parlando  più di nicchie: l'Italia è prima in Europa per export di agricoltura  biologica, prima in Europa per immatricolazione di automobili con  combustibili alternativi. Numeri che valgono miliardi e che sono  alcuni degli asset sui quali la nostra economia può contare", ha  concluso il presidente del Consiglio.       

A conferma dei contenuti espressi dal premier l'intervento di Catia Bastioli, Ad di Novamont che ha sottolineato il ruolo della ricerca e il coinvolgimento del territorio a partire anche dalle esperienze dirette del Gruppo che è leader mondiale nella produzione di mater-bi il materiale che serve a produrre le bioplastiche compostabili.

Trasformare "la ricerca in impianti  primi al mondo, creando una innovazione forte ma anche radicata nel  territorio", ha affermato Bastioli aggiungendo "riconversione di siti, connessione con i territori e prodotti che creano sostenibilità nella filiera", dall'impresa ai  consorzi passando per i Comuni e le associazioni.

Il riferimento è al modello creato da Novamont che  ha investito 500 milioni di euro in  nuovi impianti e 200 milioni in ricerca, coinvolgendo sei regioni. "Se portassimo il modello italiano in Europa questo significherebbe un  risparmio di Co2 pari a 50 mln di tonnellate", sottolinea Bastioli. Ma non solo. Il vantaggio di questo approccio è quello di "creare ponti  tra diversi settori, dal mondo agricolo a quello dell'energia". Un  modello vincente il cui sviluppo o meno dipende dal fatto che il Paese prenda decisioni importanti con una strategia nazionale importante".    

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