La Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici promuove l’iniziativa: «Una bufala ci seppellirà?»: immagini di lapidi con scritte che accusano l’uso di false notizie trovate su internet per affrontare le malattie e curarsi trascurando il rapporto con i medici

Una campagna di forte impatto contro le fake news in tema medico è quella promossa dalla Fnomceo i cui manifesti campeggeranno nelle città italiane dal 14 maggio.

Immagini forti

L’anteprima sul sito della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici mostra immagini molto forti: una lapide in primo piano con epitaffi come: “Ho curato il cancro con il bicarbonato di sodio” o “Non mi hanno vaccinato per paura dell’autismo”, il tutto per restituire al medico il ruolo centrale nel rapporto con il paziente rispetto al tema salute. La campagna si intitolo proprio: “Una bufala ci seppellirà?” e sono già più di trenta gli Ordini che hanno aderito prenotando i manifesti.

Il ruolo del medico

«In modo secco ed efficace, potremmo dire “lapidario”, mette in guardia dai pericoli delle false cure pubblicizzate in maniera allettante anche sul web – commenta il responsabile dell’Area Strategica della Comunicazione Fnomceo, Cosimo Nume -. Secondo la Ricerca Censis Assosalute 2017 sono infatti 15 milioni gli italiani che, in caso di piccoli disturbi, cercano informazioni sul web. Un atteggiamento pericoloso che è sempre più diffuso tra i giovani: il 36,9% dei millennials usa autonomamente il web per trovare informazioni su come curare i piccoli disturbi. «Vogliamo far comprendere i pericoli spesso sottovalutati cui il cittadino va incontro nel momento in cui si affida a fonti non autorevoli per decidere della propria salute. Gli Ordini dei medici sono garanti della Salute pubblica come bene per tutta la società ed hanno quindi il dovere di intervenire per informare e sensibilizzare i cittadini rispetto ad atteggiamenti che ne minano il benessere – spiega Filippo Anelli, Presidente Fnomceo –. Il medico deve tornare al centro della relazione che il paziente ha con la propria salute. Occorre ricostruire quel rapporto di fiducia medico-paziente che è stato fortemente indebolito dall’aziendalizzazione della Sanità. Serve una sterzata decisa per riportare il diritto alla salute dei cittadini nelle mani di chi può tutelarlo al meglio, nelle mani dei medici». (S. Turin - CdS)

CONDIVIDI