Realizzato nel 2014, in poco più di tre anni il Bosco Verticale di Milano è diventato un simbolo della città e del desiderio di un approccio sostenibile all’edilizia in area metropolitana. Un mese dopo l’inaugurazione, il grattacielo verde si è aggiudicato il primo, importante riconoscimento: l’International Highrise Award, assegnato al grattacielo più bello del mondo. L’edificio, in quanto “esempio eccellente di rivitalizzazione di un centro urbano”, è stato scelto tra ottocento grattacieli di tutti i continenti.

L’anno successivo, il Council on Tall Buildings and Urban Habitat ha eletto il Bosco Verticale Migliore Architettura del Mondo 2015. A quattro anni di distanza dalla realizzazione dell’opera che si è conquistata il plauso internazionale, lo studio di architettura che ha realizzato il progetto, Stefano Boeri Architetti, presenta la propria risposta a una nuova sfida: la Trudo Vertical Forest, il primo bosco verticale al mondo ad essere adibito a edilizia sociale.

Il grattacielo, realizzato a Eindhoven, vuole rispondere in modo sostenibile a un doppio problema: l’effetto dell’urbanizzazione sull’ambiente e il disagio abitativo che colpisce, in particolare, le grandi città. L’edificio, commissionato da Sint-Trudo, sarà composto da 125 unità abitative distribuite su 19 piani e destinate al social housing, con affitto calmierato.

Come per l’edificio milanese, sui balconi saranno presenti differenti specie verdi che andranno a comporre una parete verde alta quando il grattacielo stesso. Così, il verde urbano si trasforma da elemento ornamentale a elemento strutturale. Le piante selezionate per la parete verticale di Eindhoven sono una ricca collezione di biodiversità, con oltre 70 specie diverse utili a contrastare l’inquinamento atmosferico assorbendo anidride carbonica.

Alla prima realizzazione di Milano, lo studio di architettura ha fatto seguito con diversi progetti in giro per il mondo: Losanna, Nanchino, Parigi, Tirana, Shanghai, Utrecht e Liuzhou Forest City sono tutti esempi – letteralmente – viventi di come la rigenerazione urbana possa passare attraverso un nuovo modo di abitare e di vivere la metropoli, non solo a vantaggio delle fasce più alte della popolazione, ma anche all’interno di progetti di inclusione sociale e di sostegno alle fasce più deboli.

La prossima città protagonista della rivoluzione verde? Probabilmente Chicago, il cui sindaco si è recato in visita al Bosco Verticale di Milano proprio la scorsa estate. La città americana è già nota per gli innovativi progetti di vertical farm e di grandi orti urbani che stanno contribuendo a ridisegnare il volto della metropoli, offrendo al mondo ottimi spunti per una urbanizzazione in equilibrio con gli ecosistemi. (M. Pugno - Nonsoloambiente)

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