Ora la grande bellezza di Porto Tramatzu sarà a disposizione di tutti: tutto l’anno, senza vincoli, senza blocchi improvvisi e senza numero chiuso. L’azzurro di quel mare, nella placida baia di Teulada, non avrà più il riflesso cupo del verde militare che per quarant’anni l’ha reso un paradiso impossibile. Dalla prossima estate per i turisti c’è un luogo nuovo da scoprire: è incantevole, è bene che si sappia in anticipo. Da oggi, dunque, uno dei tratti più belli della costa di Teulada, a sud della Sardegna, è libero da tutti i vincoli militari. È una spiaggia di cui l’isola potrà far vanto nei suoi cataloghi. Qui, d’ora in poi, gli ombrelloni e i tuffi saranno liberi dalle regole imposte dalle attività della vicina base militare.

Nel rapporto lungo e tormentato tra Sardegna e Difesa questo è un giorno da rivoluzione: si abbatte un muro, anzi una barriera di filo spinato, e l’isola si riappropria di un tratto prezioso di costa. I turisti, in realtà, già da qualche anno potevano raggiungere la spiaggia di Porto Tramatzu, ma i tempi e i giorni li hanno sempre imposti i militari. E i pochi che hanno avuto la possibilità di prendere il sole tra dune bianchissime e mare smeraldo hanno dovuto approfittare dei limitati periodi di “concessione”. Ora cambia tutto.

Il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, ha firmato un accordo con la Regione e da oggi i militari si ritirano da questa fetta di Sulcis. E sgomberano anche quello spazio che sfruttavano praticamente in esclusiva, dove da molti anni esisteva uno stabilimento balneare destinato soltanto a chi indossa una divisa. Su questo le rappresentanze degli ufficiali hanno persino provato a fare resistenza, ma il ministro non è scesa a compromessi. «La cessione di Porto Tramatzu, e di altre spiagge previste nel Protocollo firmato con la Regione, rappresenta un importante passo in avanti nello sviluppo socio-economico del territorio - ha detto Elisabetta Trenta - Ho sempre affermato che la Difesa deve essere sempre più aperta e inclusiva in una moderna concezione “dual use” dei poligoni militari e delle aree addestrative e oggi lo stiamo dimostrando». «È la prima volta che c’è una riduzione dello spazio assegnato di fatto alle servitù militari - esulta il governatore sardo, Francesco Pigliaru - Una rivoluzione simbolicamente importante, che dimostra che si va concretamente nella direzione del riequilibrio che abbiamo chiesto con tanta forza. Ora Porto Tramatzu viene aperta a tutti i cittadini, sardi e non, superando la distinzione tra militari e civili».

Ora l’isola ha una spiaggia in più: uno spazio che è rimasto off-limits dal 1957. Ma l’accordo con la Difesa prevede di sgomberare presto anche altri spazi che finora sono occupati dalle servitù militari. E anche in questo caso si tratta di due tratti bellissimi di litorale: “S’Enna ’e S’Arca” e “Punta S’Aschivoni” che ora rientrano nel poligono di tiro dell’Aeronautica di Capo Frasca, a cavallo tra le province di Cagliari e quella di Oristano, sulla costa ovest dell’isola. (N. Pinna – La St.)

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