Ma il dato peggiore lo registra Frosinone (ambito gestito da Acea Ato5) da 5 anni, che passa dal 39% al 75,4%. Sono i dati contenuti nel dossier "Acquedotti Colabrodo" realizzato da Legambiente Lazio, raccogliendo i numeri delle edizioni di Ecosistema Urbano dal 2011 al 2016.

Diverso il discorso per gli altri capoluoghi con dispersione grave ma più stabile: Rieti passa dal 45% al 53,8%; Latina dal 62% al 67%; Viterbo invece è stata la miglior provincia fino al 2013 con il 14% di dispersione, ma poi ha cessato di inviare i dati negli ultimi tre anni.

"Sembra che i gestori abbiano smesso completamente di investire nella manutenzione acquedottistica - commenta Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio - e a fronte di ciò cerchino di emungere più acqua possibile dalle risorse naturali straordinarie del Lazio come il Lago di Bracciano, il Peschiera nel reatino, l’Acqua Marcia dai Simbruini o la captazione del Pertuso che ha fornito acqua alle tubature colabrodo, mandando il fiume Aniene sotto la soglia minima vitale di portata".

Per l'associazione, le responsabilità sono da imputare ad Acea ma anche al Comune di Roma "che, da proprietario dell’azienda, non ha mai inciso sulla politica aziendale, e continua a non farlo anche ora. Da dicembre scorso era chiaro a tutti l'inizio di una captazione drammatica dell’acqua del lago. Invece di rivolgersi alle istituzioni minacciando blocchi dei flussi o aumento delle tariffe se non ci saranno investimenti, Acea ripari le condotte con i dividenti che sono andati evidentemente ovunque tranne che in manutenzione”. (AdnKr)

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