E' una grande corsa contro il riscaldamento globale quella che l'orso polare sta affrontando rischiando di scomparire. L'allarme arriva dal Wwf che in occasione della giornata mondiale dedicata al plantigrado polare ricorda in cifre un declino inarrestabile. E le previsioni non sono rassicuranti: entro i prossimi 35 anni rischiamo di perdere il 30% della popolazione di orso polare finora stimata tra i ghiacci artici.

Di anno in anno la "casa" dell'orso polare si riduce sempre più velocemente: a gennaio l'estensione dei ghiacci artici era del 10% al di sotto della superficie rilevata in passato, secondo i rilevamenti della National Snow and Ice Data Center (NSIDC),che utilizza misurazioni satellitari. Si tratta complessivamente di almeno 1,36 milioni di chilometri quadrati sotto la media delle rilevazioni 1981-2010 (in genere attestata sui 13 milioni di kmq complessivi) e il mese di febbraio si sta concludendo con un ulteriore flessione rispetto alla media.

Il ritiro dei ghiacci costringe l'orso polare a spostarsi e consumare molta più energia per trovare le sue prede. Uno studio condotto dai ricercatori statunitensi dello Us Geological Survey di Anchorage, Università della California Santa Cruz e Zoo di San Diego ha rivelato che possono perdere fino a oltre il dieci per cento della loro massa corporea in dieci giorni (quasi due chili al giorno). Questo mette a rischio la sopravvivenza della specie al riscaldamento globale che sta sottraendo il loro territorio di caccia alle foche. Le foto degli operatori dello UsGs mostrano gli orsi equipaggiati della camera e sensori per tracciare i loro spostamenti e, con due 'check-up' hanno controllato la perdita di massa corporea .
 

Gli scienziati hanno diviso la popolazione totale di orsi polari in 19 unità o sottopopolazioni: secondo le stime gli orsi sono complessivamente tra i 22.000 e i 31.000 esemplari (molte aree non sono state ancora esplorate),ma gli ultimi dati forniti dal gruppo degli specialisti dell'orso polare dell'Iucn mostrano che tre sottopopolazioni sono in declino e che esiste un alto rischio stimato di futuro declino vista la velocità di riduzione del ghiaccio marino.

Gli orsi polari - ricorda il Wwf - sono indicati tra i mammiferi come una specie marina (Ursus maritimus) perché trascorrono la maggior parte della loro vita sul ghiaccio marino dell'Oceano Artico. Hanno uno spesso strato di grasso corporeo e un rivestimento idrorepellente che li isola dall'aria fredda e dall'acqua. Considerati nuotatori di talento, possono sostenere un ritmo di sei miglia all'ora muovendosi con le loro zampe anteriori e tenendo le zampe posteriori piatte come un timone. Trascorrono oltre il 50% del loro tempo a caccia di cibo: un orso polare, infatti, riesce a catturare solo il 10-20% delle foche che attacca. La loro dieta è costituita principalmente di foche dagli anelli e foche barbute, animali che hanno grandi quantità di grasso, necessario per la sopravvivenza degli orsi polari. (La Repubbl.)