L’inserimento delle faggete vetuste della Foresta Umbra nel Patrimonio dell’umanità è stata decretato a Cracovia, in Polonia, dalla Commissione dell’UNESCO per la World Heritage. La notizia è ormai ufficiale anche se manca ancora una nota del Parco Nazionale del Gargano che ha sede a Monte Sant'Angelo.

Si tratta di un luogo straordinario che abbiamo avuto modo di visitare di recente grazie ad un press-tour promosso dal Comune di Mattinata del Gargano e da Inchiostro da Gustare. La foresta a primavera vede sbocciare le 80 specie di orchidee spontanee censite nella zona. In Estate si beneficia del fresco e dell'ombra e si possono fare incontri ravvicinati interessanti: ci si può imbattere nella volpe, nella tartaruga, nel daino.

Il paesaggio del Gargano è tipicamente mediterraneo ma regala emozioni "alpine": le mandrie al pascolo, il maialino, un gregge di pecore, cavalli, boschi.  Lo sperone d'Italia è simile alle Tremiti che sono solo a 12 miglia di distanza. La grande varietà naturale della zona è legata alla genesi di questo promontorio: il Gargano era un'isola staccata dalla terraferma che solo in seguito si sarebbe congiunta alla costa pugliese.

In questo territorio nell'arco di una stessa giornata si può passare dal mare del Golfo di Manfredonia al Monte Calvo (il monte più alto con i suoi 1065 m),dalle cale sabbiose alle alte falesie, dai laghi costieri  ai fondali delle Tremiti che fanno parte del  Parco Nazionale del Gargano e sono famose per la bellezza dei loro habitat sottomarini. Ma il tesoro più prezioso si trova al centro dello sperone, dove è possibile fare conoscenza con una delle aree verdi più importanti d'Italia.

La Foresta Umbra offre un'enorme varietà di alberi, un bosco fittissimo composto da imponenti faggi, che raggiungono fino a 30 metri di altezza, il carpino nelle due specie (bianco e nero),  in lotta fra loro per la conquista del sole dentro un habitat che vanta il primato italiano della biodiversità  ed è composto anche da querce, lecci (nella zona bassa),l'acero, l'olmo montano, il tiglio, la roverella. I rimboschimenti includono, fra le altre specie, pini neri, abeti e castagni.

Ci sono anche dei "patriarchi": nell'area di Monte Sant'Angelo ci sono molti esemplari di tasso o "Taxus baccata", uno dei quali ha quasi mille anni (la specie di tassi presente nella Foresta Umbra è la piu importante di tutta l'Italia). Ha invece circa 700 anni lo Zappino dello Scorzone, un pino d'aleppo che si trova nella zona tra Peschici e San Menaio. Il sottobosco non è da meno e vanta una straordinaria varietà di orchidee.

Nei boschi nidificano il Picchio Verde, il Picchio rosso, rapaci diurni e notturni: la poiana, lo sparviere, il gufo, l'allocco, il gufo reale, il barbagianni, la civetta, il falco pellegrino, il corvo imperiale.

La particolare biodiversità del promontorio è tutelata dal 1995. Ma già nel 1989 era nata la Riserva Naturale Marina delle Isole Tremiti con lo scopo di salvaguardare l'ambiente unico delle isole. Il Parco Nazionale del Gargano si estende per 121.000 ettari sul territorio di 18 comuni. L'area protetta comprende gran parte del litorale la zona più alta del promontorio, il Lago di Lesina e quello di Varano, la zona umida a sud di Manfredonia e altre 8 riserve naturali gestite dal Corpo Forestale dello Stato.

Paesaggi assolati con bianchi paesi (magnifico Monte Sant'Angelo che è patrimonio Unesco e sede dell'Ente Parco) e boschi lussureggianti si alternano a paesaggi agricoli spesso terrazzati, delimitati dai tipici muretti a secco. Qua e là masserie fortificate e campi di terra rossastra con ulivi, mandorli, greggi al pascolo, agrumeti e castagneti, coltivazioni orticole.

Certamente il Gargano con il suo iniziale isolamento geografico e caratteristiche climatiche condizionate dalla vicinanza alle coste dalmate ha potuto sviluppare un patrimonio botanico unico, basti pensare che sul promontorio sono state classificate oltre 2000 specie, ovvero il 35% della flora italiana, alcune delle quali esclusive cioè endemiche e molto rare.

Quanto alla storia è antichissima: il Gargano è stato frequentato dall'uomo sin dal Paleolitico. Qui  trovava grotte e ripari per dimorare e selci per i suoi attrezzi. La storia vede poi instaurarsi in questo promontorio una intensa attività commerciale tra la sponda dell'Adriatico e quella dell'Egeo. Il Gargano è stato di fatto un ponte tra culture e teatro di varie dominazioni: dai Romani che all'epoca delle guerre sannitiche nel IV secolo colonizzarono le coste, ai Longobardi, dai Saraceni ai Normanni e agli Svevi fino ai Borboni. (C. Perer – Giorn. Sentire)


info
www.parcogargano.it
da visitare
> San Giovanni Rotondo
> Monte Sant'Angelo
> Trinitapoli

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