DAI BOSCHI NON SOLO LEGNO, ECCO COSA SONO I SERVIZI ECOSISTEMICI

Dalla tutela della biodiversità a occasioni di rilancio turistico

 

I boschi non servono solo alla produzione del legno. Oltre ad offrire un’area privilegiata dedicata alla biodiversità, i boschi offrono tutta una serie di servizi detti ‘ecosistemici’. Ma cosa sono? E soprattutto qual è il vantaggio economico per il territorio? A chiarire le opportunità che scaturiscono dal recupero e gestione delle foreste ci pensa Diego Florian, direttore generale di Fsc Italia, che racconta anche alcuni casi di successo.

I servizi ecosistemici, spiega Florian, “identificano in modo chiaro le funzioni ecologiche di un bosco” come, ad esempio contenere in città gli sbalzi di calore, trattenere gli inquinanti, come i Pm10, sequestrare l’anidride carbonica contribuendo al ricambio d’aria. E non solo. I boschi, aggiunge Florian, “offrono opportunità turistiche, punto di ristoro e di interesse per i cittadini”.

Si tratta di “funzioni classiche, sempre più riconosciute, tanto che si stanno creando in alcune occasioni meccanismi per ripagare i gestori di queste aree”, grazie al coinvolgimento di enti pubblici e privati nei progetti di riqualificazione. Ed è quello che sta succedendo nel territorio litorale del Veneto Orientale. Qui 320 ettari di boschi sono gestiti da l’Associazione Forestale di Pianura (Afp),la prima associazione tra proprietari di boschi di pianura in Italia, creata nel 2002 per la gestione efficiente e sostenibile delle risorse forestali di pianura.

L’Associazione attualmente è formata da 8 soci (i Comuni di Caorle, Concordia Sagittaria, Eraclea, Quarto d’Altino, San Donà di Piave, San Michele al Tagliamento, San Stino di Livenza e Torre di Mosto) che si sono uniti per dar vita ad una gestione comune e condivisa di foreste e pinete litoranee e alla loro valorizzazione a scopo turistico-ricreativo. Ogni anno infatti, 2,9 milioni di persone attraversano queste zone del litorale veneto, usufruendo di percorsi per trekking o bici, aree attrezzate per picnic e attività come la raccolta di funghi e pinoli e il birdwatching.

Fra i maggiori sostenitori che hanno reso possibile la creazione di nuovi polmoni verdi in aree urbane e ampliato boschi esistenti vi sono Alì S.p.A e E.ON. C’è, dunque, anche l’interesse dei privati che, sottolinea Florian, “sono disposti ad investire soprattutto quando all’interno del bosco sono previste anche attività di piantumazione”.

In questi tipi di attività gioca un ruolo chiave la certificazione, come quella del Forest Stewardship Council (Fsc). In questo caso, spiega Florian, “non essendo boschi produttivi, la certificazione Fsc è, per i proprietari, la garanzia della permanenza dell’investimento e per gli investitori è senz’altro una garanzia in più”.

 

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