L’erosione del suolo costa sempre di più ai Paesi europei che ne sono soggetti, non solo dal punto di vista ambientale ma anche da quello economico: le ultime stime prodotte dal Joint research centre (Jrc) della Commissione europea parlano di 1,25 miliardi di euro/anno in termini di produttività agricola persa e 155 milioni di euro di Pil in meno. Stime all’interno delle quali l’Italia spicca purtroppo in negativo.

Come testimonia infatti lo studio Cost of agricultural productivity loss due to soil erosion in the European Union: From direct cost evaluation approaches to the use of macroeconomic models, al quale hanno partecipato 5 ricercatori italiani su sei firme totali, a livello nazionale «l’Italia paga il conto più alto con una perdita annua di 619 milioni di euro e il 33% della sua superficie agricola totale colpita da erosione grave». A livello europeo, l’erosione del suolo colpisce invece oltre 12 milioni di ettari, circa il 7,2% del totale dei terreni agricoli.

«Il costo dell’erosione del suolo è qualcosa di ancora presente nelle valutazioni di impatto economico, ma le nostre risorse territoriali non sono infinite – spiega il principale autore dello studio del Jrc, Panos Panagos – e dobbiamo iniziare a valutare maggiormente il nostro suolo perché fornisce la maggior parte del cibo che mangiamo. Sono necessari maggiori sforzi per proteggere questi terreni, in modo che siano in grado di far fronte alla crescente domanda di cibo».

Lo studio copre 167 milioni di ettari, il totale dei terreni agricoli dell’Unione europea, e tiene conto di dieci tipi di colture: mais, orzo, colza, soia, semi di girasole, patate, barbabietole da zucchero, segale, riso, legumi e grano. Dall’analisi è emerso che l’erosione del suolo comporta costi diretti – che colpiscono soprattutto gli agricoltori – ma anche rilevanti costi indiretti, che danneggiano l’economia e la società in generale, e che spaziano dalla perdita di habitat naturali e biodiversità all’abbandono di terre agricole da parte dell’uomo fino ai danni a ferrovie, strade e altre infrastrutture pubbliche.

«Anche se i tassi di erosione del suolo non pongono ancora un problema di sicurezza alimentare in Europa – conclude dunque Panagos – le misure antierosione dovrebbero continuare ad essere implementate al fine di ridurre gli attuali, insostenibili tassi di erosione. Sono inoltre necessarie ulteriori ricerche per quantificare la perdita economica sostenuta a causa dell’erosione del suolo». (Green Rep.)

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