La dieta con il minore impatto ambientale? E’ quella più variata. E’ quanto emerso da uno studio condotto dal gruppo di Nutrizione Umana del Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco dell’Università di Parma con colleghi di altri atenei, che mette per la prima volta a confronto la sostenibilità di tre regimi alimentari diversi – onnivoro, vegetariano e vegano – utilizzando dati provenienti da consumi reali. Il gruppo ha recentemente pubblicato l’articolo (“Environmental impact of omnivorous, ovo-lacto-vegetarian, and vegan diet”) su Scientific Reports: allo studio hanno lavorato ricercatori di cinque Università (Parma, Bologna, Bolzano, Torino e Cambridge),ha coinvolto per l’Ateneo di Parma Alice Rosi, Pedro Mena, Nicoletta Pellegrini, Erasmo Neviani, Donato Angelino, Furio Brighenti, Daniele Del Rio e Francesca Scazzina. È stato realizzato nell’ambito del progetto PRIN (Programmi di Ricerca Scientifica di Rilevante Interesse Nazionale) “Microrganismi negli alimenti: studio del microbiota e del relativo metaboloma in funzione della dieta onnivora, vegetariana e vegana”.

Considerando il cibo consumato settimanalmente dai 153 partecipanti alla ricerca, sono stati calcolati i dati nutrizionali e ambientali medi giornalieri per i tre gruppi dietetici. L’introito calorico era simile, ma gli impatti ambientali hanno messo in evidenza sostanziali differenze. Dall’analisi del carbon footprint, del water footprint e dell’ecological footprint (i 3 indicatori ambientali utilizzati per determinare la sostenibilità delle diete tratti dal database dal BCFN – Barilla Center for Food and Nutrition) è infatti emerso che il regime alimentare onnivoro presenta valori d’impatto significativamente più elevati per tutti e tre gli indicatori ambientali rispetto al gruppo a dieta vegetariana e vegana. Questo risultato è in linea con i dati di numerosi studi scientifici condotti in altri Paesi, che hanno dimostrato il vantaggio ambientale di modelli alimentari basati principalmente su prodotti vegetali.

Tuttavia, tra la dieta vegetariana e la dieta vegana non sono state riscontrate differenze significative. Infatti, anche se la dieta vegana, che comprende esclusivamente alimenti di origine vegetale, potrebbe sembrare il modello alimentare che può maggiormente salvaguardare le risorse ambientali, è importante considerare che gli alimenti vegetali consumati in una dieta vegana sono spesso altamente trasformati e possono arrivare da Paesi anche molto lontani. Inoltre, per raggiungere l’introito energetico, la quantità di frutta, verdura o legumi che deve essere consumata al posto dei prodotti animali è elevata. Tutti questi fattori possono spiegare l’impatto sull’ambiente delle scelte alimentari associate a questo regime alimentare.

In conclusione, anche per la salute dell’ambiente, oltre che per quella delle persone, le parole chiave sono quantità e varietà. (AskaNews)

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